“Queste stanze vuote” Soundtrack – #3

Una canzone per ogni racconto: “L’estate dei Mondiali”

“Marcello mi indicò la foto di una ragazza magra con un caschetto di capelli rossi, accucciata tra le gambe di un uomo.
Guardai l’immagine. Avrei voluto domandargli cosa aveva provato – aveva anche lui quel senso di vertigine? – ma in quel momento sentimmo arrivare un rumore dai garage. O forse dal corridoio.
Marcello richiuse di fretta il giornale e lo nascose di nuovo sul fondo dello scatolone.
«Togli la sedia» mi ordinò. Lo feci. Avevo il cuore che batteva a mille, e per un attimo ebbi l’impressione che la porta dovesse aprirsi da un momento all’altro.
Marcello raccolse il pallone. Uscimmo dal ripostiglio.
Ci guardammo attorno, ma non c’era nessuno in vista.
«Andiamo» disse Marcello e si tirò dietro la porta. Avrei voluto fargli quelle domande che mi giravano in testa, ma lui iniziò a correre, palleggiando con due mani lungo il corridoio che collegava l’interno con il cortile.
«Chi arriva ultimo fa il portiere!» urlò.
Iniziai a rincorrerlo. Più ci allontanavamo dalla stanza, più mi sembrava impossibile affrontare l’argomento. Era come se quel nostro piccolo segreto fosse chiuso dentro quelle quattro mura e da lì non potesse uscire”.

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